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5 giugno 2003- Ateneo Pontificio Regina Apostolorum

"Il futuro delle politiche
ambientali in Italia e in Europa"

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INTERVENTO


Professor Paolo Togni
Capo di Gabinetto - Ministero dell'Ambiente
e della Tutela del Territorio

Devo dire innanzitutto che qui ci troviamo tra amici in una platea di amici, perché il Pontificio Ateneo Regina Apostolorum è una struttura amica del Ministero e della nostra attività, tant'è che abbiamo iniziato un proficuo percorso di collaborazione che vedrà un impegno rinnovato per l'anno prossimo e per le attività a venire; è ugualmente amica l'Associazione Astrambiente, ed in particolare il suo Presidente col quale lavoriamo si può dire gomito a gomito. È un amico il Presidente Armani, è un amico il Senatore Specchia, è un amico Folco Quilici, c'è poi un altro amico, che nessuno ha citato, ed è il Sottosegretario On. Nucara. E tutti questi che ho citato, oltre ad essere amici, sono persone dalle quali ricaviamo nell'azione quotidiana indicazioni e stimoli e, quando è necessario, correzioni di rotta.
Mi ha fatto molto piacere, quindi, di trovarmi a trattare temi certamente impegnativi, ma in un clima buono, e se mi consenti Franco, in una mattinata per me quasi di vacanza, perché lontana dal fumo e dalla processione di gente, non sempre ben disposta, che incontro al Ministero. Per non turbare questo clima sereno dirò quattro parole e non di più.
Nel parlare di Associazioni ambientaliste Torchia all'inizio ha fatto un po' di polemica e un po' di confusione dicendo che il Ministero "seguita a foraggiare…". Lo stesso Valentini nell'articolo di Repubblica dell'altro ieri, parla di "nuove associazioni ammesse al riparto di fondi". Beh questo è un dato falso, perché non c'è nessun riparto di fondi fra le Associazioni ambientaliste; il Ministero non prevede nessuna ripartizione. Questo però dimostra come, nella gestione dei fondi, nel Ministero operasse una forte lottizzazione fra i gruppi di potere che in passato sono stati spesso rappresentati da gruppi ambientalisti. In questo senso Torchia ha ragione, perché le scorie di questo sistema, dirò solo "affaristico", sono ancora presenti, e due anni ancora non sono bastati per eliminarle. Speriamo che i prossimi due bastino in modo che non ne venga inquinata la campagna elettorale del 2006, perché fino ad ora anche a questo fine sono serviti i fondi provenienti dal magro bilancio del Ministero dell'Ambiente!
Riguardo alla normativa ambientale ci sono due livelli di problemi. C'è un livello di problematica europea e un livello di problematica italiana. Non tutto quello che si fa in Europa è sacrosanto e giusto e neanche accettabile. La normativa europea è, infatti, influenzata da una pessima caratteristica che noi pensavamo fosse peculiare della situazione italiana, ma che invece in Europa è presente su scala più ampia, e cioè la "prescrittività", per cui c'è la mania di dettare dal momento in cui ci si alza, al momento in cui si va a letto ogni singolo passaggio della giornata. Su questa, se il mio Sottosegretario (Nucara ndr) me lo consente, vorrei fare un pizzico di polemica politica. Questa fissazione di voler trascrivere e pretendere di governare momento per momento tutto quello che si fa è tipico di tutta la sinistra "buona", perché quella "cattiva" quando non fai quello che ti dice ti taglia la testa. Dal momento che il panorama politico della Comunità, prima e dell'Unione Europea dopo, è stato largamente influenzato da una certa concezione culturale e dal momento che la stessa Commissione Europea non è coerente, tanto lo sappiamo, con le linee politiche di questo Governo e con le nostre convinzioni, tutto ciò si riverbera anche in una impostazione di tecniche e di logica amministrativa che non è pienamente condivisibile, né pienamente accettabile. Ne conseguono la prescrittività, la burocraticità, la creazione degli apparati di partito - sistema nato coi partiti della sinistra è divenuto invasivo - e se possiamo aggiungere altre due punti, è contraddittorio e lacunoso, perché ci sono norme in contrasto e norme che mancano. Tutte queste caratteristiche negative le ritroviamo nella legislazione nazionale, che non è sicuramente frutto d'una maggioranza politica o di maggioranze politiche coerenti con questo Governo. E allora in campagna elettorale e poi nel programma governativo e, quindi nel programma del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, la Casa delle Libertà ha posto alcuni principi riguardo alla normativa, ma anche riguardo al complesso dell'azione amministrativa in campo ambientale: la semplificazione. Va ricordato che un povero disgraziato che volesse stare in regola con le leggi afferenti il contenuto ambientale non può essere costretto ad ottemperare a 37- 38000 norme, e si badi, norme, non leggi, perché una normazione di tale fatta, è costruita per impedire che ci sia la possibilità di adempiere a tutto, e quindi per lasciare in mano ad una burocrazia vincolata anche da responsabilità politiche, la possibilità di condizionare in modo discrezionale il fatto che un signore possa o non possa essere organizzato a fare questo o quest'altro. C'era qualcuno che non voglio citare, non mi piace farne il nome, e non mi piace nemmeno la persona, che diceva che "ad esser maligni si fa peccato, ma ci s'indovina", e questa volta bisogna dire che aveva ragione; perché troppe belle intelligenze giuridiche si sono dedicate alla legislazione ambientale.
Se quello che ne è risultato è questa schifezza cui ci troviamo di fronte, il segno è che non c'era la volontà di fare una cosa chiara, perché una confusione normativa risulta utile per ampliare gli spazi di quella discrezione amministrativa che ha caratterizzato anche le passate gestioni del Ministero dell'Ambiente. Ce l'hanno insegnato e ci piace dire che abbiamo trovato un Ministero, non dell'Ambiente, ma degli affari ambientali che, ora ed a fatica, sta diventando un Ministero dell'Ambiente. Poi parleremo delle modifiche che sono in corso, ma prima permettetemi un'ultima battuta sulla normazione. Voglio dire che quello che ci caratterizzerà, senza nessuna pressione, Torchia, al Parlamento perché noi abbiamo acquisito nel sangue il concetto di sovranità parlamentare.
Ecco allora, con tutto l'agio che il Parlamento ha bisogno di prendersi per le opportune riflessioni e per fare le giuste cose che normalmente fa, noi vogliamo che quando sarà il momento di costruire i decreti legislativi a valle, ci sia sì la collaborazione di tutti i soggetti utili a coinvolgere, ma non si pensi che possano esser coinvolti in questo processo soggetti che non condividono gli obiettivi, i punti di vista e i programmi del Governo, perché questi sarebbero soggetti negativi. Quindi nell'ambito di questa accettazione ci sarà un'ampia consultazione e un'ampia scelta, ma mai al di fuori di una piena coerenza con le posizioni del Governo.
Comunque il criterio fondamentale della nuova legislazione sarà la sostituzione della logica prescrittiva con una logica prestazionale, per la quale verranno meglio definiti gli obiettivi. Se Padre Scarafoni mi consente vorrei fare una piccola incursione nel suo campo, dicendo però che la definizione di obiettivi non è sufficiente; essa è sufficiente per garantire un risultato finale buono, ma fin dal 1600 o forse anche prima in morale si discusse se il fine giustifichi i mezzi o meno. E allora se noi abbiamo un fine buono, ma un percorso che potrebbe non essere buono, dobbiamo capire cosa dobbiamo fare. Essendo stato allievo dei Gesuiti so che S. Roberto Bellarmino elaborò nel 1600 la teoria dei mezzi leciti: non basta a giustificare un comportamento il fatto che ci sia un fine buono, ma ogni singolo passaggio di quel comportamento, correggetemi se sbaglio, deve essere in sé tale da non poter essere condannabile dal punto di vista morale. Naturalmente qui non siamo in campo morale, ma in un ambito giuridico e di comportamenti materiali, però il concetto può qui essere trasferito. Il fine deve essere buono perché deve essere quello che il Governo, la normativa, gli organi preposti indicano, però la strada da percorrere deve essere composta tutta da passaggi leciti. Quindi, l'ha detto qualcuno prima e l'ha detto pure il Sen. Specchia, è necessario un forte sistema di controlli perché con l'idea del fine buono non ci si può fregare lungo la strada, tanto per capirci. Per procedere su questa strada, il Ministro, sin dall'inizio del suo mandato, ha indicato il percorso, che consiste nello scardinare un sistema bacato nella sua origine per ricostruirne uno migliore. Perché, qualcuno l'ha accennato, a parte la provenienza dei dipendenti del Ministero dell'Ambiente c'era, e ancora c'è, alla base della sua struttura una cultura e una opzione operativa inaccettabili. E allora le linee d'intervento subito individuate dal Ministro, e su cui siamo andati avanti alla massima velocità, sono state l'organizzazione della struttura del Dicastero stesso ed il complesso normativo delle leggi da applicare. Voglio ricordare che nell'arco dei due anni trascorsi, dall'insediamento di questo Governo, notevoli sono stati i risultati raggiunti soprattutto se confrontati con le difficoltà incontrate. L'intervento normativo è in corso ed il suo iter sta per completarsi; dieci giorni fa è stato approvato con lettura definitiva dal Consiglio dei Ministri il nuovo regolamento del Ministero, è in corso la registrazione, e successiva pubblicazione, riteniamo che entro giugno, al massimo per i primi di luglio possa essere presente sulla Gazzetta Ufficiale, e per la fine d'agosto o la fine di settembre, la struttura nuova del ministero sarà un fatto concreto. Cito solo un passaggio: il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio ha una pianta organica di 900 persone non coperta, e non copribile, per il blocco delle assunzioni per concorso imposto dalla "finanziaria": di fatto è un Ministero con al suo attivo 547 dipendenti. A fronte di 547 dipendenti, la struttura del Ministero che abbiamo trovato prevedeva ben 15 posizioni di vertice dell'amministrazione, 11 direttori generali, che c'erano, e 4 capi dipartimento che invece non c'erano; per non averli nominati abbiamo registrato anche qualche fibrillazione all'interno, ma abbiamo superato pure quelle! La nuova struttura del Ministero prevede 6 direzioni generali - numero ragionevole e coerente con una Amministrazione di 600 dipendenti - e comunque presume che di Ministro ce ne sia uno, e che un Ministro solo non possa interloquire con 15 persone.
Questo discorso è in conclusione; riguardo all'altro discorso, quello della delega, per carità, nessun tentativo di influenzare il Parlamento, però abbiamo la ragionevole aspettativa, il Presidente forse ce lo potrà confermare, che prima delle vacanze il percorso di questa legge sia completato, quindi siamo in dirittura d'arrivo anche su questo fronte.
Vi sarete accorti forse, e concludo, che nelle ultime settimane c'è una particolare effervescenza di attacchi contro il Ministero dell'Ambiente, contro il Ministro, e devo dire con pochi risultati e poco buon gusto, anche contro l'umile sottoscritto e coloro che collaborano a questa operazione. Il segnale è molto buono, veramente molto buono. Perché questi attacchi sono chiaramente pretestuosi, strumentali, assai poco trasparenti, o meglio, molto trasparenti, ma che dicono una cosa, per volerne fare un'altra; d'altronde tutti li conosciamo, e sono assolutamente fondati sull'affermazione, come se fossero veri di dati falsi.
Ancora una volta, è la tattica della sinistra.
Io mi ricordo che negli anni caldi della guerra fredda, se si può usare l'ossimoro, accadde che un giornale di Praga pubblicò una notizia relativa all'Italia, L'Unità la riprese, poi la rilanciò un'agenzia straniera, dopodiché Il Corriere della Sera scrisse che la stampa internazionale diceva che… e dava credito all'invenzione d'una spia italiana emigrata a Praga probabilmente per delitti compiuti in questo paese, e che da lì conduceva una battaglia delinquenziale e scorretta, contro il governo e la maggioranza di questo paese. La situazione, fatte le debite proporzioni, si passa da 100, o da 1000, o da 10000 ad 1, però oggi è la stessa. Queste reazioni scomposte sono l'ultimo tentativo d'un sistema di potere di perpetuare sé stesso. Il Ministro Matteoli, che è persona saggia, coerente, e pure pragmatica, ha provveduto a non tagliare nulla, nessuna radice, restringendo però il flusso d'aria di questo sistema. Per un po' di tempo non se ne sono accorti, ora se ne stanno accorgendo: hanno capito che gli rimane qualche metro cubo d'aria e poi sarà finita, e questo spiega le reazioni. Il che se mi consentite, conferma che questo Governo sta ben operando. Grazie.

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