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giugno 2003- Ateneo Pontificio Regina Apostolorum
"Il futuro delle politiche
ambientali in Italia e in Europa"

INTERVENTO

Professor Paolo
Togni
Capo di Gabinetto - Ministero dell'Ambiente
e della Tutela del Territorio
Devo dire innanzitutto che qui ci troviamo
tra amici in una platea di amici, perché il Pontificio Ateneo Regina
Apostolorum è una struttura amica del Ministero e della nostra
attività, tant'è che abbiamo iniziato un proficuo percorso
di collaborazione che vedrà un impegno rinnovato per l'anno prossimo
e per le attività a venire; è ugualmente amica l'Associazione
Astrambiente, ed in particolare il suo Presidente col quale lavoriamo
si può dire gomito a gomito. È un amico il Presidente Armani,
è un amico il Senatore Specchia, è un amico Folco Quilici,
c'è poi un altro amico, che nessuno ha citato, ed è il Sottosegretario
On. Nucara. E tutti questi che ho citato, oltre ad essere amici, sono
persone dalle quali ricaviamo nell'azione quotidiana indicazioni e stimoli
e, quando è necessario, correzioni di rotta.
Mi ha fatto molto piacere, quindi, di trovarmi a trattare temi certamente
impegnativi, ma in un clima buono, e se mi consenti Franco, in una mattinata
per me quasi di vacanza, perché lontana dal fumo e dalla processione
di gente, non sempre ben disposta, che incontro al Ministero. Per non
turbare questo clima sereno dirò quattro parole e non di più.
Nel parlare di Associazioni ambientaliste Torchia all'inizio ha fatto
un po' di polemica e un po' di confusione dicendo che il Ministero "seguita
a foraggiare…". Lo stesso Valentini nell'articolo di Repubblica
dell'altro ieri, parla di "nuove associazioni ammesse al riparto
di fondi". Beh questo è un dato falso, perché non c'è
nessun riparto di fondi fra le Associazioni ambientaliste; il Ministero
non prevede nessuna ripartizione. Questo però dimostra come, nella
gestione dei fondi, nel Ministero operasse una forte lottizzazione fra
i gruppi di potere che in passato sono stati spesso rappresentati da gruppi
ambientalisti. In questo senso Torchia ha ragione, perché le scorie
di questo sistema, dirò solo "affaristico", sono ancora
presenti, e due anni ancora non sono bastati per eliminarle. Speriamo
che i prossimi due bastino in modo che non ne venga inquinata la campagna
elettorale del 2006, perché fino ad ora anche a questo fine sono
serviti i fondi provenienti dal magro bilancio del Ministero dell'Ambiente!
Riguardo alla normativa ambientale ci sono due livelli di problemi. C'è
un livello di problematica europea e un livello di problematica italiana.
Non tutto quello che si fa in Europa è sacrosanto e giusto e neanche
accettabile. La normativa europea è, infatti, influenzata da una
pessima caratteristica che noi pensavamo fosse peculiare della situazione
italiana, ma che invece in Europa è presente su scala più
ampia, e cioè la "prescrittività", per cui c'è
la mania di dettare dal momento in cui ci si alza, al momento in cui si
va a letto ogni singolo passaggio della giornata. Su questa, se il mio
Sottosegretario (Nucara ndr) me lo consente, vorrei fare un pizzico di
polemica politica. Questa fissazione di voler trascrivere e pretendere
di governare momento per momento tutto quello che si fa è tipico
di tutta la sinistra "buona", perché quella "cattiva"
quando non fai quello che ti dice ti taglia la testa. Dal momento che
il panorama politico della Comunità, prima e dell'Unione Europea
dopo, è stato largamente influenzato da una certa concezione culturale
e dal momento che la stessa Commissione Europea non è coerente,
tanto lo sappiamo, con le linee politiche di questo Governo e con le nostre
convinzioni, tutto ciò si riverbera anche in una impostazione di
tecniche e di logica amministrativa che non è pienamente condivisibile,
né pienamente accettabile. Ne conseguono la prescrittività,
la burocraticità, la creazione degli apparati di partito - sistema
nato coi partiti della sinistra è divenuto invasivo - e se possiamo
aggiungere altre due punti, è contraddittorio e lacunoso, perché
ci sono norme in contrasto e norme che mancano. Tutte queste caratteristiche
negative le ritroviamo nella legislazione nazionale, che non è
sicuramente frutto d'una maggioranza politica o di maggioranze politiche
coerenti con questo Governo. E allora in campagna elettorale e poi nel
programma governativo e, quindi nel programma del Ministero dell'Ambiente
e della Tutela del Territorio, la Casa delle Libertà ha posto alcuni
principi riguardo alla normativa, ma anche riguardo al complesso dell'azione
amministrativa in campo ambientale: la semplificazione. Va ricordato che
un povero disgraziato che volesse stare in regola con le leggi afferenti
il contenuto ambientale non può essere costretto ad ottemperare
a 37- 38000 norme, e si badi, norme, non leggi, perché una normazione
di tale fatta, è costruita per impedire che ci sia la possibilità
di adempiere a tutto, e quindi per lasciare in mano ad una burocrazia
vincolata anche da responsabilità politiche, la possibilità
di condizionare in modo discrezionale il fatto che un signore possa o
non possa essere organizzato a fare questo o quest'altro. C'era qualcuno
che non voglio citare, non mi piace farne il nome, e non mi piace nemmeno
la persona, che diceva che "ad esser maligni si fa peccato, ma ci
s'indovina", e questa volta bisogna dire che aveva ragione; perché
troppe belle intelligenze giuridiche si sono dedicate alla legislazione
ambientale.
Se quello che ne è risultato è questa schifezza cui ci troviamo
di fronte, il segno è che non c'era la volontà di fare una
cosa chiara, perché una confusione normativa risulta utile per
ampliare gli spazi di quella discrezione amministrativa che ha caratterizzato
anche le passate gestioni del Ministero dell'Ambiente. Ce l'hanno insegnato
e ci piace dire che abbiamo trovato un Ministero, non dell'Ambiente, ma
degli affari ambientali che, ora ed a fatica, sta diventando un Ministero
dell'Ambiente. Poi parleremo delle modifiche che sono in corso, ma prima
permettetemi un'ultima battuta sulla normazione. Voglio dire che quello
che ci caratterizzerà, senza nessuna pressione, Torchia, al Parlamento
perché noi abbiamo acquisito nel sangue il concetto di sovranità
parlamentare.
Ecco allora, con tutto l'agio che il Parlamento ha bisogno di prendersi
per le opportune riflessioni e per fare le giuste cose che normalmente
fa, noi vogliamo che quando sarà il momento di costruire i decreti
legislativi a valle, ci sia sì la collaborazione di tutti i soggetti
utili a coinvolgere, ma non si pensi che possano esser coinvolti in questo
processo soggetti che non condividono gli obiettivi, i punti di vista
e i programmi del Governo, perché questi sarebbero soggetti negativi.
Quindi nell'ambito di questa accettazione ci sarà un'ampia consultazione
e un'ampia scelta, ma mai al di fuori di una piena coerenza con le posizioni
del Governo.
Comunque il criterio fondamentale della nuova legislazione sarà
la sostituzione della logica prescrittiva con una logica prestazionale,
per la quale verranno meglio definiti gli obiettivi. Se Padre Scarafoni
mi consente vorrei fare una piccola incursione nel suo campo, dicendo
però che la definizione di obiettivi non è sufficiente;
essa è sufficiente per garantire un risultato finale buono, ma
fin dal 1600 o forse anche prima in morale si discusse se il fine giustifichi
i mezzi o meno. E allora se noi abbiamo un fine buono, ma un percorso
che potrebbe non essere buono, dobbiamo capire cosa dobbiamo fare. Essendo
stato allievo dei Gesuiti so che S. Roberto Bellarmino elaborò
nel 1600 la teoria dei mezzi leciti: non basta a giustificare un comportamento
il fatto che ci sia un fine buono, ma ogni singolo passaggio di quel comportamento,
correggetemi se sbaglio, deve essere in sé tale da non poter essere
condannabile dal punto di vista morale. Naturalmente qui non siamo in
campo morale, ma in un ambito giuridico e di comportamenti materiali,
però il concetto può qui essere trasferito. Il fine deve
essere buono perché deve essere quello che il Governo, la normativa,
gli organi preposti indicano, però la strada da percorrere deve
essere composta tutta da passaggi leciti. Quindi, l'ha detto qualcuno
prima e l'ha detto pure il Sen. Specchia, è necessario un forte
sistema di controlli perché con l'idea del fine buono non ci si
può fregare lungo la strada, tanto per capirci. Per procedere su
questa strada, il Ministro, sin dall'inizio del suo mandato, ha indicato
il percorso, che consiste nello scardinare un sistema bacato nella sua
origine per ricostruirne uno migliore. Perché, qualcuno l'ha accennato,
a parte la provenienza dei dipendenti del Ministero dell'Ambiente c'era,
e ancora c'è, alla base della sua struttura una cultura e una opzione
operativa inaccettabili. E allora le linee d'intervento subito individuate
dal Ministro, e su cui siamo andati avanti alla massima velocità,
sono state l'organizzazione della struttura del Dicastero stesso ed il
complesso normativo delle leggi da applicare. Voglio ricordare che nell'arco
dei due anni trascorsi, dall'insediamento di questo Governo, notevoli
sono stati i risultati raggiunti soprattutto se confrontati con le difficoltà
incontrate. L'intervento normativo è in corso ed il suo iter sta
per completarsi; dieci giorni fa è stato approvato con lettura
definitiva dal Consiglio dei Ministri il nuovo regolamento del Ministero,
è in corso la registrazione, e successiva pubblicazione, riteniamo
che entro giugno, al massimo per i primi di luglio possa essere presente
sulla Gazzetta Ufficiale, e per la fine d'agosto o la fine di settembre,
la struttura nuova del ministero sarà un fatto concreto. Cito solo
un passaggio: il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio
ha una pianta organica di 900 persone non coperta, e non copribile, per
il blocco delle assunzioni per concorso imposto dalla "finanziaria":
di fatto è un Ministero con al suo attivo 547 dipendenti. A fronte
di 547 dipendenti, la struttura del Ministero che abbiamo trovato prevedeva
ben 15 posizioni di vertice dell'amministrazione, 11 direttori generali,
che c'erano, e 4 capi dipartimento che invece non c'erano; per non averli
nominati abbiamo registrato anche qualche fibrillazione all'interno, ma
abbiamo superato pure quelle! La nuova struttura del Ministero prevede
6 direzioni generali - numero ragionevole e coerente con una Amministrazione
di 600 dipendenti - e comunque presume che di Ministro ce ne sia uno,
e che un Ministro solo non possa interloquire con 15 persone.
Questo discorso è in conclusione; riguardo all'altro discorso,
quello della delega, per carità, nessun tentativo di influenzare
il Parlamento, però abbiamo la ragionevole aspettativa, il Presidente
forse ce lo potrà confermare, che prima delle vacanze il percorso
di questa legge sia completato, quindi siamo in dirittura d'arrivo anche
su questo fronte.
Vi sarete accorti forse, e concludo, che nelle ultime settimane c'è
una particolare effervescenza di attacchi contro il Ministero dell'Ambiente,
contro il Ministro, e devo dire con pochi risultati e poco buon gusto,
anche contro l'umile sottoscritto e coloro che collaborano a questa operazione.
Il segnale è molto buono, veramente molto buono. Perché
questi attacchi sono chiaramente pretestuosi, strumentali, assai poco
trasparenti, o meglio, molto trasparenti, ma che dicono una cosa, per
volerne fare un'altra; d'altronde tutti li conosciamo, e sono assolutamente
fondati sull'affermazione, come se fossero veri di dati falsi.
Ancora una volta, è la tattica della sinistra.
Io mi ricordo che negli anni caldi della guerra fredda, se si può
usare l'ossimoro, accadde che un giornale di Praga pubblicò una
notizia relativa all'Italia, L'Unità la riprese, poi la rilanciò
un'agenzia straniera, dopodiché Il Corriere della Sera scrisse
che la stampa internazionale diceva che… e dava credito all'invenzione
d'una spia italiana emigrata a Praga probabilmente per delitti compiuti
in questo paese, e che da lì conduceva una battaglia delinquenziale
e scorretta, contro il governo e la maggioranza di questo paese. La situazione,
fatte le debite proporzioni, si passa da 100, o da 1000, o da 10000 ad
1, però oggi è la stessa. Queste reazioni scomposte sono
l'ultimo tentativo d'un sistema di potere di perpetuare sé stesso.
Il Ministro Matteoli, che è persona saggia, coerente, e pure pragmatica,
ha provveduto a non tagliare nulla, nessuna radice, restringendo però
il flusso d'aria di questo sistema. Per un po' di tempo non se ne sono
accorti, ora se ne stanno accorgendo: hanno capito che gli rimane qualche
metro cubo d'aria e poi sarà finita, e questo spiega le reazioni.
Il che se mi consentite, conferma che questo Governo sta ben operando.
Grazie.
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